Gabriele Ricci: progettare il significato attraverso le narrazioni visive
- Gabriele Ricci

- 1 giorno fa
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Aggiornamento: 6 ore fa
La tecnologia non è mai stata il mio punto di partenza. La curiosità sì.
Riguardare il proprio percorso creativo professionale non è una cosa semplice, ma trovare le parole giuste per spiegare non solo quello che faccio, ma perché lo faccio, è persino più complicato.
Questa conversazione con Fine Arts News mi ha permesso di riflettere sulle idee, esperienze e domande che hanno plasmato la mia professione durante gli anni.
Riporto qui di seguito la traduzione dell'articolo pubblicato da Fine Arts News:

Per Gabriele Ricci, la tecnologia non è mai stata il punto di partenza. Lo è sempre stata la curiosità. Che si tratti di dirigere una campagna per un brand, creare un'opera d'arte digitale o sviluppare la propria ricerca artistica, il suo lavoro nasce sempre dalla stessa domanda: come possono le immagini cambiare il modo in cui vediamo il mondo? Attraverso uno storytelling cinematografico, un immaginario simbolico e l'impiego delle tecnologie emergenti, Ricci realizza opere che invitano alla riflessione, mettono in discussione le convinzioni consolidate ed esplorano ciò che rimane profondamente umano in un'epoca dominata da strumenti sempre più intelligenti.
Un percorso guidato dalla curiosità

Il percorso di Ricci non è mai stato determinato dalla tecnologia, bensì dalla curiosità. Da bambino trascorreva ore a disegnare, inventare storie e costruire mondi immaginari con i suoi giocattoli, coinvolgendo spesso altri bambini in spettacoli improvvisati di burattini. Immagini, musica e narrazione non sono mai stati interessi separati, ma linguaggi diversi attraverso cui esplorare il potere delle esperienze visive di intrattenere, di suscitare emozioni e di trasformare il modo di osservare la realtà. Questo spirito di esplorazione è rimasto il filo conduttore di tutta la sua carriera.
Durante l'adolescenza, la musica è diventata un ulteriore linguaggio creativo. Suonare in una band punk rock non significava soltanto esibirsi, ma incarnare indipendenza, autenticità e la libertà di mettere in discussione le convenzioni. Nello stesso periodo è nato anche il suo interesse per il computer: ha imparato da autodidatta sperimentando, personalizzando software e comprendendo il funzionamento delle cose smontandole e ricostruendole, molto prima che la creatività digitale diventasse una pratica diffusa. Questa fase di esplorazione autonoma ha posto le basi del suo percorso multidisciplinare.
Con il tempo, passioni apparentemente lontane tra loro si sono trasformate in una carriera che attraversa regia cinematografica, design, animazione e arte digitale. Pur evolvendosi strumenti e media, la motivazione è rimasta immutata: creare immagini e racconti capaci di influenzare la percezione, comunicare idee complesse e generare un significato duraturo. Questa ricerca si è progressivamente sviluppata in un percorso continuo che ancora oggi alimenta sia il suo lavoro commerciale sia la sua pratica artistica.
Gabriele Ricci e l'arte della narrazione visiva

Indipendentemente dal mezzo espressivo, Ricci affronta ogni progetto con la mentalità di un designer e la curiosità di un artista. Che stia dirigendo una campagna per un brand o realizzando un'opera digitale, parte sempre dalla domanda che il progetto pone, non dal suo stile visivo. La ricerca, l'osservazione e i riferimenti costruiscono prima il concetto; solo successivamente emerge il linguaggio visivo. Per Ricci, ogni progetto è innanzitutto un atto di narrazione, qualunque sia il mezzo attraverso cui prende forma. La tecnologia amplia le possibilità creative, ma ogni scelta — dalla costruzione narrativa all'uso del simbolismo — resta profondamente umana e intenzionale. Come ama affermare, la tecnologia cambia gli strumenti, ma mai la responsabilità che accompagna ogni decisione creativa.
La sua pratica integra CGI, animazione 3D, motion design e workflow supportati dall'intelligenza artificiale con uno storytelling cinematografico e una composizione fortemente simbolica. Più che diventare protagoniste, queste tecnologie costituiscono parte di un linguaggio visivo progettato per comunicare idee, emozioni e riflessioni culturali.
Muovendosi con naturalezza tra ambiti commerciali e artistici, Ricci realizza narrazioni cinematografiche per i brand, opere d'arte digitali ed esperienze immersive. Da questa evoluzione è nato The Human Alg9ri7hm™, un progetto di ricerca artistica in continua espansione che documenta i pattern ricorrenti osservati durante anni di pratica creativa. Più che proporre una metodologia, rappresenta un modo di pensare in costante evoluzione sul rapporto tra creatività, percezione e valore umano nell'era delle tecnologie intelligenti.
Una pratica creativa in continua evoluzione

Nel 2022 Gabriele Ricci ha fondato il proprio brand, Ricci – Design in Motion®, segnando una tappa fondamentale del suo percorso professionale. Questa evoluzione ha rappresentato il passaggio dall'esecuzione di soluzioni visive alla definizione delle idee fin dalle loro fasi iniziali: individuare il messaggio, costruire la narrazione e delineare la visione creativa alla base di ogni progetto. Oggi la sua attività si sviluppa fluidamente tra direzione creativa, storytelling cinematografico e arte digitale, dando vita a progetti che uniscono narrazione commerciale e ricerca artistica.
Al centro della sua pratica rimane una domanda essenziale: dove risiede il valore umano mentre la tecnologia continua a evolversi e in che modo la creatività può continuare a plasmare la cultura, sia attraverso la comunicazione commerciale sia attraverso la ricerca artistica?
Questa evoluzione ha trasformato profondamente il suo approccio. Pur continuando a realizzare film, opere digitali ed esperienze immersive, ogni progetto contribuisce a un'indagine più ampia sulla creatività, sulla percezione e sul ruolo sempre più mutevole dell'autorialità umana. La sua filosofia artistica consiste nel creare esperienze visive che aprano spazi di contemplazione anziché offrire risposte definitive. Attraverso immagini delicatamente provocatorie e un simbolismo visivo ricco di sfumature, invita il pubblico a mettere in discussione le proprie percezioni e ad adottare uno sguardo più consapevole sul mondo.
Guardando al futuro, Ricci intende sviluppare progetti che si muovano con naturalezza tra committenze commerciali e ricerca artistica. Parallelamente alla regia di film per i brand, continuerà ad ampliare la propria pratica attraverso opere digitali, installazioni pubbliche ed esposizioni. Un ruolo centrale sarà dedicato allo sviluppo di The Human Alg9ri7hm™, con nuove opere, mostre e attività di ricerca dedicate ai temi della creatività, del significato e del valore umano in un mondo sempre più automatizzato. Il suo obiettivo ultimo è incoraggiare le persone a fermarsi, riconsiderare ciò che le circonda e osservare ciò che è familiare da una prospettiva diversa.
Per Ricci, arte, design e tecnologia non rappresentano discipline separate, ma modalità complementari di esplorare il modo in cui le immagini plasmano la percezione. Che si tratti di dirigere un film, creare un'opera digitale o progettare un'esperienza immersiva, la sua pratica continua a essere guidata dallo stesso impulso che, fin dall'infanzia, lo ha portato a inventare storie e sperimentare nuovi strumenti creativi: utilizzare le narrazioni visive per aiutare le persone a vedere il mondo in modo diverso.



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